Il Mussolini di Giletti – la fantastoria in salsa Churchill che nulla rivela

Dopo due ore e mezza di ricostruzioni stile “romanzo giallo” e materiale d’archivio noto e ampiamente trito e ritrito, ci si chiede qual’è l’utilità di questa operazione mediatica?

Le ultime ore di vita di Benito Mussolini. Proprio in quella cartella dal color giallo marrone dalla quale il Duce non si staccava mai c’erano documenti preziosi che avrebbero potuto forse riscrivere un finale diverso, sia per la vita del Duce che per il nostro paese.
I fatti che noi conosciamo non sempre corrispondono a quelli che sono avvenuti nella realtà. Perchè si sa, la storia la scrivono sempre i vincitori.”

Apre così il fantadocumentario di Massimo Giletti, e parte la caccia al carteggio Mussolini-Churchill.

Per qualche strana ragione, i signori della televisione pubblica italiana sembrano pensare che l’italiano medio non sia in grado di usufruire di un programma di approfondimento storico basato su documenti invece che su congetture e teorie del complotto.

Eppure, Alberto Angela, e il padre Piero prima di lui tra tutti, hanno dimostrato che è possibile proporre una televisione educativa che allo stesso tempo intrattiene e stimola l’approfondimento.

Invece con Mussolini: le verità nascoste Massimo Giletti opta per un taglio decisamente “giallesco” per non si sa quale motivo, se non l’idea semplicistica che la narrazione da “romanzo giallo” è il modo più semplice per garantire audience.

Tutto parte dal fantomatico carteggio Churchill-Mussolini (che nessuno ha mai visto e di cui non c’è traccia negli immensi archivi churchilliani) con la premessa che ci siano delle verità nascoste che avrebbero potuto cambiare il destino dell’Italia. E l’aspettativa dello spettatore è che verranno rivelate.

Ma quali saranno queste prove contenute in documenti storici d’archivio desecretati che riscrivono la storia d’Italia? Giletti si affida ad alcuni compagni di viaggio.

Il primo intervento è del giornalista Roberto Festorazzi, autore di saggi storici sul ‘900, che senza mezzi termini dichiara “(il carteggio) conteneva la prova che Churchill aveva chiesto l’entrata in guerra dell’Italia affianco della Germania nel giugno del 1940.”

Non si sa di quale prove documentali disponga il signor Festorazzi, visto che non ne menziona alcuna, ma per fare audience bisogna spararla grossa.

Lo storico Richard Toye, docente dell’Università di Exeter, ricercatore serio e autore dell’interessante volume sul Churchill giornalista, segue con l’ingrato compito di comparire come autorevole voce internazionale a commento di “un documento Top Secret”, dice Giletti, scoperto negli archivi nazionali inglesi e recentemente desecretato, fornito nel ’45 da un gruppo di partigiani italiani ad un ufficiale dell’intelligence inglese. Non si dice inizialmente cosa riveli il documento – a fine programma viene rivelato che si tratta della richiesta di Churchill, da poco assunto il ruolo di Premier, a Mussolini di non entrare in guerra – ma il montaggio del programma (forse a insaputa di Toye) lo inserisce a suggerire abbia a che fare con il mistero del carteggio Churchill-Mussolini.

Espediente che tradisce le vere intenzioni del programma.

La ricostruzione storica delle ultime giornate di Mussolini, dall’incontro nell’arcivescovado di Milano il 25 aprile 1945 con il Cardinale Schuster fino ai giorni a Como e al tentativo di fuga per la Svizzera, non rivela nulla che già non si conosca.

L’unica voce che da subito chiarisce l’improbabilità dell’esistenza del fantomatico carteggio Mussolini-Churchill che contenga le prove di come lo statista inglese abbia convinto il Duce ad entrare in guerra al fianco di Hitler per poter assicurare condizioni meno dure al Regno Unito una volta sconfitto e costretto al tavolo delle trattative è quella dello storico Gianni Oliva.

Non credo assolutamente che nel carteggio ci fossero le cose che sono uscite. L’idea che Churchill scriva a Mussolini nel 1940 per dirgli ‘entra in guerra contro la Francia e contro di noi così poi al tavolo della trattativa di pace potrai moderare la posizione di Hitler’, a parte che mi pare fantastoria in se, ma non è credibile che un capo di stato lo metta per iscritto.”

Secondo Giletti, qualunque cosa ci fosse nel carteggio, “in molti sostengono che gli inglesi non volevano che venisse ritrovato. Tantomeno potevano correre il rischio che Mussolini lo utilizzasse in un eventuale processo nel dopoguerra stile Norimberga come avrebbero voluto gli americani.”

Da qui in poi parte una ricostruzione storica di oltre due ore di eventi già conosciuti, spezzoni del film Mussolini Ultimo Atto con Rod Steiger che ripercorre gli ultimi giorni del Duce, e una serie di “eye witness accounts”, ossia testimonianze di chi dice di sapere e aver visto montate in modo da corroborare la tesi del coinvolgimento di Churchill.

Mussolini: le verità nascoste si presenta con l’ambizione di fare luce sugli aspetti meno conosciuti degli ultimi giorni e della morte del dittatore fascista. Tuttavia, proprio laddove promette di esplorare le zone d’ombra della storia italiana, il programma decide di trattare il presunto coinvolgimento di Winston Churchill nelle circostanze che portarono alla morte di Benito Mussolini e il mistero del cosiddetto carteggio Churchill-Mussolini.

Ovviamente senza alcuno straccio di prova. Perché la realtà è che non esiste. I documenti recentemente desecretati dal governo di Sua Maestà menzionati da Giletti mostrano veramente poco, niente che possa cambiare la realtà storica che già si conosce.

La storiografia prevalente continua a considerare priva di prove la teoria secondo cui Churchill avrebbe ordinato l’eliminazione del Duce per recuperare documenti compromettenti. E la maggior parte di studiosi ed esperti hanno giudicato apocrifi o inattendibili i presunti scambi epistolari tra i due statisti che di tanto in tanto sembrano emergere.

Congetture di cui non esistono prove, né documenti o carte, in Italia o altrove, e che generano interesse soltanto nel nostro paese, come dimostrato dal fatto che nessuno tra i massimi studiosi ed esperti di Winston Churchill come il maggiore biografo contemporaneo, Lord Andrew Roberts, il Direttore dei Churchill Archives di Cambridge, Allen Packwood, o lo stesso Richard Toye le prenda seriamente e ne abbia mai scritto.

L’idea che Churchill avesse potuto fare qualsiasi cosa di segreto a quel punto della sua carriera non è plausibile” – commenta Toye. “Se avesse voluto avviare qualche missione segreta per recuperare documenti importanti avrebbe affidato questo compito a una figura fidata.”

Il fantadocumentario di Giletti è un’ennesima occasione persa di parlare di un momento storico del nostro estremamente drammatico e doloroso facendo uso esclusivo di carte e documenti esistenti e certificati a beneficio delle nuove generazioni che di tutto hanno bisogno tranne che di un altro programma di fantastoria.

E le verità nascoste annunciate da Giletti? Dopo due ore e mezza, ci stiamo ancora chiedendo quali siano.

Per guardare Mussolini: Le verità nascoste clicca il link


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