‘Churchill and the Crown’, il nuovo libro di Ted Powell, esplora la relazione speciale di Sir Winston con la monarchia inglese.
Di Robert Morritt
Facendo ampio utilizzo dei diari di guerra di Giorgio VI, impiegati per analizzare nel dettaglio il rapporto tra Winston Churchill e il sovrano durante la Seconda guerra mondiale, così come della corrispondenza tra Edoardo VII, il giovane Churchill e sua madre Jennie, Ted Powell offre il primo studio accademico organico e approfondito dedicato al rapporto tra Churchill e la Monarchia britannica.
Compagno, consigliere e confidente di re e imperatori, Churchill consacrò la propria vita al servizio dello Stato. Durante la guerra sviluppò un legame stretto — e autenticamente amichevole — con Giorgio VI. Churchill, grande simbolo nazionale, avrebbe poi idealmente passato il testimone alla figlia del sovrano. Come osserva Powell, seppure per un periodo troppo breve, il Paese ebbe la fortuna di avere insieme un Primo Ministro carismatico e una Regina altrettanto carismatica. Del resto, Churchill era, nelle parole della moglie, il “Monarchico numero uno”.
Con Churchill al suo fianco nel giorno dell’incoronazione, la compianta Elisabetta II poté contare su una figura capace di intrecciare la Corona con il tessuto stesso della nazione britannica. La sua scomparsa ha reciso l’ultimo legame diretto della corona inglese con quella che gli americani definiscono “la generazione più grande” e con lo stesso Churchill.
La lunga fedeltà di Churchill a sei sovrani diversi è oggi un aspetto che il lettore moderno tende facilmente a dimenticare. Proprio per questo appare particolarmente opportuno che, all’interno dell’immensa bibliografia churchilliana, trovi finalmente spazio un volume interamente dedicato al rapporto tra Sir Winston e la monarchia.
Il libro è ricco di episodi e aneddoti curiosi. Tra i più interessanti vi è quello relativo al diamante Cullinan, scoperto in Sudafrica e oggi parte integrante dei Gioielli della Corona britannica. In pochi probabilmente sanno che sia stato proprio Churchill, nel 1907, a incoraggiarne attivamente l’acquisizione nel corso dei colloqui con il governo boero. Il costo dell’operazione ammontava allora a 60.000 sterline, in un momento in cui le finanze del Transvaal erano così precarie da richiedere un prestito di cinque milioni di sterline da Londra. Dopo un lungo dibattito, il dono fu infine accettato a Sandringham da Edoardo VII nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno. Eppure, per Churchill, persino la Corona imperiale poteva assumere significati differenti. Elisabetta II, al contrario, ricevette in dono da Churchill i sei volumi di ‘The World Crisis‘ in occasione delle nozze con il Principe Filippo.
Nel corso del Novecento il ruolo politico del sovrano inglese cambiò profondamente, ma Churchill rimase sempre un convinto sostenitore della monarchia costituzionale.
Ne difese con convinzione il prestigio e l’autorità. Da Ministro dell’Interno ebbe infatti un ruolo importante nei primi anni del regno di Giorgio V. Fu determinante nel proteggere il sovrano da un’accusa di bigamia, arrivando persino a far arrestare, il giorno di Santo Stefano, l’uomo che aveva formulato l’accusa.

Churchill mantenne buoni rapporti con numerosi monarchi, molti dei quali conobbe personalmente. Particolarmente interessanti risultano i capitoli dedicati al rapporto con il Kaiser e quelli che approfondiscono le sue relazioni con i sovrani stranieri. Una sezione è dedicata anche alla Casa Reale italiana. Churchill fu un durissimo critico di Vittorio Emanuele III, che definì un “miserabile burattino”, sostenendo nel 1940 la revoca dell’Ordine della Giarrettiera nei suoi confronti. In seguito mitigò la propria posizione, vedendo nel Re d’Italia un possibile argine contro la Germania, salvo poi riconoscere che la sua figura era ormai irrimediabilmente compromessa. Come ammise egli stesso, nonostante tutti i suoi sforzi, “il Re d’Italia mi è sfuggito di mano”.
Pur mostrando un sostegno sincero verso Umberto II, succeduto al padre screditato Vittorio Emanuele III, Churchill era consapevole che i legami della monarchia italiana con il Fascismo avrebbero pesato enormemente nel referendum del 1946. E infatti quell’eredità si rivelò un ostacolo insormontabile, portando alla proclamazione della Repubblica.
Nel complesso il bilancio churchilliano sul fronte delle monarchie costituzionali appare deficitario. Grecia e Iraq furono salvate solo per cadere successivamente. Il Regno di Giordania, invece, sopravvive ancora oggi e continua a prosperare, autentico baluardo di stabilità proprio come Churchill aveva immaginato.
L’eccezionalismo britannico in cui Sir Winston credeva profondamente trova espressione anche nella continuità della monarchia britannica. Persino dopo la scomparsa della compianta sovrana, non si è assistito a un serio movimento repubblicano contro Carlo III. Esattamente come Churchill avrebbe previsto — e auspicato.
La recente visita del Re in Italia prima e negli Stati Uniti poi dimostra inoltre quanto la figura di un capo di Stato non eletto continui a esercitare fascino e autorevolezza anche per le nuove generazioni. Nella sfida per rinnovare il legame tra Corona e nazione, nessuno come Churchill fu sostenitore più convinto né interprete più efficace.
Questo volume, piacevole e ricco di spunti, ci restituisce così un’immagine di Churchill che va oltre la sola leggenda bellica, offrendo una prospettiva preziosa sulla sua eredità politica e istituzionale.
Dati tecnici
Titolo: Churchill and the Crown
Autore: Ted Powell
Editore: Oxford University Press
Data di pubblicazione: 28 maggio 2026
Pagine: 272
Lingua: Inglese
Costo: £20
Sinopsi ufficiale
La storia del lungo rapporto tra Winston Churchill e la Corona britannica: dal giovane liberale sotto Edoardo VII fino all’ultimo mandato da Primo Ministro, ormai anziano, sotto la giovane Elisabetta II.
Winston Churchill nacque in un palazzo e ricevette funerali degni di un sovrano. La sua famiglia vantava da secoli un rapporto privilegiato con la monarchia britannica. Come affermò Edoardo VIII: “Non ho mai incontrato nessuno di sangue reale che incarnasse in misura tanto elevata l’ideale del buon re.”

‘Churchill and the Crown’ ripercorre il rapporto di Churchill con i sovrani al cui servizio operò nel corso della sua lunga carriera politica: come giovane giornalista sotto Edoardo VII, fino alla drammatica caduta in disgrazia durante la Prima guerra mondiale sotto Giorgio V; dalle tensioni dell’appeasement negli anni tra le due guerre fino al rapporto con Edoardo VIII durante la crisi dell’abdicazione del 1936; culminando infine nella “Their Finest Hour” della Seconda guerra mondiale sotto Giorgio VI e nel capitolo conclusivo del suo servizio pubblico accanto alla sua ultima sovrana, Elisabetta II.
Ted Powell analizza gli scritti di Churchill sulla monarchia e il suo ruolo nella difesa e nella costruzione di monarchie al di fuori della Gran Bretagna. Al centro del volume vi è una serie di studi dedicati ai rapporti personali tra Churchill e i sovrani che servì. Analizzando sia il giudizio di Churchill sui monarchi sia il loro atteggiamento nei suoi confronti, il libro getta nuova luce non solo sulla carriera dello statista britannico, ma anche sull’evoluzione del ruolo della monarchia nel Regno Unito del XX secolo.
L’autore
Ted Powell ha iniziato la propria carriera accademica come Fellow e Director of Studies in History presso Downing College, Cambridge. Successivamente si è qualificato come avvocato, diventando partner dello studio legale nazionale Mills & Reeve. È autore di ‘Kingship Law and Society: Criminal Justice in the Reign of Henry V’ (1989) e ‘King Edward VIII: An American Life’ (2018).

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