Il 18 febbraio del 1901, pochi mesi dopo la sua elezione nel seggio di Oldham, Winston Churchill pronunciava il suo discorso d’insediamento alla Camera dei Comuni.
Seduto all’estremità della seconda fila immediatamente dietro il banco del Governo, Churchill si alzò per il suo discorso in tarda serata prendendo la parola subito dopo David Lloyd George, il quale aveva criticato duramente la condotta britannica nella guerra in Sudafrica.
Riferendosi al discorso del politico gallese, Churchill mise a confronto i toni aspri dell’intervento con la moderazione dell’emendamento presentato dallo stesso Lloyd George, osservando come “sarebbe stato meglio se l’onorevole deputato, invece di pronunciare il suo discorso senza presentare il suo emendamento, avesse presentato il suo emendamento evitando di pronunciare il suo discorso”.
Churchill affrontò quindi il tema della conclusione della guerra in Sudafrica e della futura organizzazione politica del Paese nel dopoguerra, aggiungendo “se fossi un Boero che combatte sul campo — e se fossi un Boero starei combattendo sul campo — non mi lascerei ingannare da nessun messaggio di compassione, neppure se fosse firmato da cento onorevoli deputati.”
Il commento spinse il Segretario alle Colonie, Joseph Chamberlain, a osservare: “Questo è il modo di perdere seggi.”
Il primo discorso di Churchill, allora appena 26enne, non passò inosservato.
Richard Langworth, fondatore dell’International Churchill Society e uno dei più eminenti esperti dello statista inglese, osservò come Churchill avesse pronunciato il lungo discorso a memoria senza l’aiuto di appunti, dimostrando gran coraggio sia per le posizioni assunte che per le capacità oratorie.
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