Alla notizia della morte di Sir Winston Churchill, avvenuta il 24 gennaio del 1965, il mondo libero si unì in un sincero cordoglio per la perdita di colui che primo fra tutti si oppose con tutta la sua determinazione alla furia nazista.
L’Italia non fu da meno. Al sentito tributo dedicatogli dalla stampa nazionale fecero eco i messaggi di cordoglio delle cariche dello Stato italiano.
Il Corriere della Sera aprì con le seguenti, toccanti parole: «Un nobile cuore si è spezzato» direbbe Shakespeare. L’Inghilterra ha perduto il più grande dei suoi figli, l’uomo che l’aveva condotta dalla disfatta alla vittoria, dalla disperazione alla salvezza. E il mondo libero ha perduto una grande luce.
Nel suo bel pezzo Augusto Guerriero, prestigiosa firma del Corriere, ripercorrendo le tappe fondamentali della carriera politica di Churchill, sottolineava come Churchill fu a volte lʼuomo più impopolare dʼInghilterra. Altre volte, conquistò il cuore e lʼimmaginazione del popolo inglese, senza mai indulgere ai gusti, alle debolezze, ai vizi, che sono propri della moltitudine: anzi, contrariandoli. Quando il popolo inglese si abbandonava al piacere del vivere facile e lieto, egli si assumeva la parte ingrata del profeta di sventure; e la moltitudine rispondeva ai suoi moniti: “Guerrafondaio”. E quando scoppiò la nuova guerra, Churchill parlò alla sua nazione il più duro linguaggio, che mai uno statista abbia parlato a una nazione in guerra. Neppure per un istante permise che il popolo inglese si facesse illusioni o si cullasse in facili speranze. “Sangue, fatiche, lagrime e sudore”: niente altro promise. Ma con quel suo duro virile spietato linguaggio risvegliò virtù sopite e diede alla vecchia Inghilterra unʼanima nuova.

Altrettanto toccanti furono i messaggi di cordoglio del Presidente della Camera Brunetto Bucciarelli Ducci, e del Presidente del Senato Cesare Merzagora.
Vista la difficoltà nel reperire i telegrammi originali, abbiamo provveduto a tradurre le versioni inglesi presenti su Hansard, l’archivio ufficiale degli atti e dei dibattiti della Camera dei Comuni e della Camera dei Lords.
Telegramma, datato Roma, 24 gennaio 1965, indirizzato a Sir Harry Hylton-Foster, Speaker della Camera dei Comuni, Londra.
La scomparsa di Sir Winston Churchill rappresenta una grave perdita per il mondo civile, di cui egli fu nobilissimo e tenace difensore. Fu testimone di un periodo storico drammatico e insieme trionfale, alla cui realizzazione contribuì in prima persona e che seppe descrivere in modo magistrale. A nome dell’Assemblea e mio personale, esprimo sentimenti di sincero e profondo cordoglio.
Brunetto Bucciarelli Ducci
Presidente della Camera dei Deputati********************************
Telegramma, datato Roma, 24 gennaio 1965, indirizzato a Sir Harry Hylton-Foster, Speaker della Camera dei Comuni, Londra.
La scomparsa di Sir Winston Churchill priva il mondo intero di una delle più eminenti personalità di tutti i tempi. La sua opera di parlamentare, statista, storico e indomito paladino dei supremi valori della libertà e della democrazia, in circostanze tragiche, costituisce l’imperitura eredità di un uomo che i popoli di tutto il mondo non potranno mai dimenticare. Voglia trasmettere i sentimenti del più sincero e profondo cordoglio del Senato della Repubblica e mio personale.
Cesare Merzagora
Presidente del Senato della Repubblica Italiana

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