A cinque giorni di distanza dalla morte di Sir Winston, avvenuta il 24 gennaio 1965, la futura leader del Partito Conservatore e Primo Ministro inglese scrisse un toccante tributo pubblicato sul Finchley Press la cui traduzione riportiamo di seguito.
Eletta per la prima volta alla Camera dei Comuni nel 1959 nel seggio di Finchley a nord di Londra, la giovane Thatcher aveva avuto soltanto sporadici contatti con lo statista inglese, ormai al tramonto della sua carriera politica.
Un primo incontro avvenuto nel 1950 quando la Thatcher fu candidata dai Conservatives con il supporto e la “benedizione” di Churchill per il seggio di Dartford sembra il classico passaggio di consegne tra il glorioso passato e un raggiante futuro.
Le parole della Thatcher sono però un personale e sentito tributo all’uomo, oltre che allo statista.
“SIR WINSTON CHURCHILL – SURELY HE WAS THE GREATEST OF THEM ALL”
“Durante la sua vita, grazie al suo straordinario dono di oratore e il suo vocabolario scintillante, Sir Winston seppe spesso dare voce a ciò che la nazione sentiva. A proposito della Battaglia d’Inghilterra disse: «Mai, nel campo dei conflitti umani, così tanto fu dovuto da così tanti a così pochi». Ora, nel rendere il nostro ultimo omaggio, possiamo davvero dire che mai così tanto fu dovuto a un solo uomo da così tanti. La sua ispirazione, la sua fede, il suo coraggio e la sua determinazione ci spronarono a compiere quegli sforzi sovrumani che salvarono questo Paese e le forze della libertà in tutto il mondo.Nessun altro avrebbe potuto farlo.
Ognuno di noi ne conserva un ricordo particolare. Io ricordo il suo rifiuto, durante le trasmissioni radiofoniche in tempo di guerra, di adottare nuove e stravaganti pronunce di luoghi e nomi—aveva un suo modo tutto personale di pronunciare “Nazi” o “Montevideo”. E ricordo quel senso dell’umorismo birichino che affiorava di continuo – il segno della V, il sigaro, il bastone da passeggio, l’aspetto da bulldog. Ma soprattutto ricordo la sua indomita fede nella vittoria: nemmeno una volta ci chiedemmo se avremmo vinto, ma solo quanto tempo ci sarebbe voluto.
Sir Winston fu un uomo che conobbe sia il successo che il fallimento, e l’esperienza di entrambi lo preparò per la sua ora col destino. Questa giunse quando non era più un uomo giovane. Entrò in Parlamento nel 1900. Divenne Primo Ministro quarant’anni dopo.
E quando la sua più grande impresa, quella della vittoria, fu assicurata, la nazione lo rimosse dall’incarico. Questo fu un grande colpo, ma da grande uomo qual era, lo accettò come un altro giro della fortuna.
Negli ultimi cinque anni della sua vita parlamentare non si poteva non rimanere colpiti dalla sua inesauribile cortesia e dalla sua venerazione per le grandi istituzioni. Se lasciava l’Aula durante un dibattito, si voltava sempre e faceva un inchino verso lo Speaker (ndr. l’equivalente del Presidente della Camera in Italia). Il fatto che avesse bisogno del sostegno di due persone e che ciò richiedesse un grande sforzo non faceva alcuna differenza: questa era la consuetudine e lui, che ne era il “Padre” (ndr. titolo concesso al membro più esperto della Camera), doveva dare l’esempio.
Se lo avesse voluto, e a causa della sua salute ormai precaria, avrebbe potuto votare senza attraversare personalmente i corridoi delle divisioni (ndr. come vuole la consuetudine del parlamento inglese); ma molto spesso insistette nell’attraversare lui stesso i corridoi su una sedia a rotelle per esprimere il proprio voto. Ciò fu particolarmente evidente verso la fine dell’ultimo Parlamento.
Nei libri di storia leggiamo delle vite dei grandi uomini; questo lo abbiamo conosciuto e visto in azione.
SICURAMENTE FU IL PIÙ GRANDE DI TUTTI.Le parole riportate nella sua opera magna La Seconda guerra mondiale riassumono al meglio la sua vita:
Nella guerra — Risolutezza
Nella sconfitta — Sfida
Nella vittoria — Magnanimità
Nella pace — Buona volontàIl nostro pensiero più sentito va a Lady Churchill, che gli è stata accanto per tutti questi anni, condividendone gioie e dolori.”
— Articolo per il Finchley Press (29 gennaio 1965) —




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