“Un Disastro di prima grandezza”

Churchill e Chamberlain nel 1939

Nell’anniversario del discorso pronunciato da Winston Churchill il 5 ottobre 1938 alla Camera dei Comuni sul Patto di Monaco e la politica britannica verso la Germania, proponiamo un estratto con i passi più significativi.

“… Comincerò dicendo ciò che

tutti vorrebbero ignorare o dimenticare, ma che tuttavia deve essere affermato: abbiamo subito una sconfitta totale e senza attenuanti, e la Francia ha sofferto persino più di noi…

E dirò questo: credo che i Cechi, lasciati a sé stessi e avvisati che non avrebbero ricevuto alcun aiuto dalle potenze occidentali, sarebbero stati in grado di ottenere condizioni migliori di quelle che hanno avuto – difficilmente avrebbero potuto essere peggiori – dopo tutto questo enorme sconvolgimento…

Ho sempre sostenuto che il mantenimento della pace dipende dall’accumulare deterrenti contro l’aggressore, unito a un sincero sforzo di correggere le ingiustizie. Dopo l’annessione dell’Austria da parte di [Hitler] nel marzo scorso, mi permisi di sollecitare il Governo a impegnarsi, in collaborazione con la Francia e altre potenze, a garantire la sicurezza della Cecoslovacchia mentre la questione dei tedeschi dei Sudeti fosse esaminata da una commissione della Società delle Nazioni o da un altro organismo imparziale. Credo ancora che, se quella linea d’azione fosse stata seguita, gli eventi non sarebbero precipitati in questo modo disastroso…

La Francia e la Gran Bretagna insieme, specialmente se avessero mantenuto un contatto stretto con la Russia – cosa che certamente non è avvenuta – avrebbero potuto influenzare molti dei piccoli Stati d’Europa, e credo che avrebbero potuto determinare anche l’atteggiamento della Polonia. Una tale combinazione, preparata quando il dittatore tedesco non era ancora profondamente e irrevocabilmente impegnato nella sua nuova avventura, avrebbe, a mio parere, dato forza a tutte quelle forze in Germania che si opponevano a questa deriva, a questo nuovo disegno. Un’azione del genere avrebbe dato vigore a quel profondo desiderio di pace che le masse tedesche, impotenti, condividono con i loro simili britannici e francesi…

… Non credo sia giusto accusare coloro che volevano seguire questa via, e seguirla con coerenza e risolutezza, di aver desiderato una guerra immediata. Tra la sottomissione e la guerra immediata esisteva una terza alternativa, che offriva una speranza non solo di pace ma anche di giustizia. È vero che una simile politica, per avere successo, richiedeva che la Gran Bretagna dichiarasse apertamente e per tempo che avrebbe, insieme ad altri, difeso la Cecoslovacchia contro un’aggressione non provocata. Il Governo di Sua Maestà rifiutò di dare quella garanzia proprio quando essa avrebbe potuto salvare la situazione…

Tutto è finito… La Cecoslovacchia sprofonda nell’oscurità. Ha sofferto sotto ogni aspetto per la sua associazione con le democrazie occidentali e con la Società delle Nazioni, di cui è sempre stata un’obbediente servitrice. Ha sofferto in particolare per la sua alleanza con la Francia, sotto la cui guida e politica ha agito per così lungo tempo…

Noi, in questo Paese, come in altre nazioni liberali e democratiche, abbiamo tutto il diritto di sostenere il principio dell’autodeterminazione; ma esso suona male se pronunciato da coloro che, negli Stati totalitari, negano ogni più piccolo elemento di tolleranza a ogni gruppo o credo entro i loro confini…

Qual è la situazione della Cecoslovacchia? Non solo è politicamente mutilata, ma anche economicamente e finanziariamente in completa confusione. Le funzioni delle sue banche e delle sue ferrovie sono state compromesse, quelle delle sue industrie diminuite, e il dislocamento della sua popolazione è di una crudeltà estrema. È una tragedia che si è consumata…

Mi permetto di pensare che, in futuro, lo Stato cecoslovacco non potrà essere mantenuto come entità indipendente. Scoprirete che, nel giro di pochi mesi, la Cecoslovacchia verrà inghiottita dal regime nazista. Forse vi entrerà per disperazione o per vendetta. In ogni caso, quella storia è ormai conclusa e scritta. È la più grave conseguenza che abbiamo sperimentato finora per ciò che abbiamo fatto – e per ciò che non abbiamo fatto – negli ultimi cinque anni: cinque anni di inutili buone intenzioni, cinque anni di continua ricerca della via di minor resistenza, cinque anni di ininterrotta ritirata della potenza britannica, cinque anni di trascuratezza nella difesa aerea.

Siamo passati da una posizione di sicurezza, di forza e di potere – potere di fare il bene, potere di essere generosi con un nemico sconfitto, potere di trovare un accordo con la Germania, potere di concederle un giusto risarcimento per le sue richieste, potere di fermare il suo riarmo se avessimo voluto, potere di agire con forza, o con clemenza o con giustizia, secondo ciò che avessimo ritenuto giusto – siamo passati in cinque anni da una posizione sicura e incontestata alla condizione in cui ora ci troviamo.

Quando penso alle belle speranze di una lunga pace che ancora si offrivano all’Europa all’inizio del 1933, quando Herr Hitler giunse al potere, e a tutte le occasioni sprecate per arrestare la crescita del potere nazista; quando penso alle immense risorse e alle alleanze trascurate o dissipate, non riesco a credere che nella storia esista un parallelo simile. Per quanto riguarda questo Paese, la responsabilità deve ricadere su coloro che hanno avuto il controllo indiscusso dei nostri affari politici. Essi non impedirono alla Germania di riarmarsi, né si riarmarono in tempo. Trascurarono di stringere alleanze e combinazioni che avrebbero potuto correggere errori precedenti, e così ci lasciarono, nell’ora della prova, senza una difesa nazionale adeguata e senza una sicurezza internazionale efficace…

Ci troviamo di fronte a un disastro di prima grandezza. Non chiudiamo gli occhi di fronte a questo. Dobbiamo accettare il fatto che tutti i Paesi dell’Europa centrale e orientale cercheranno di ottenere i migliori termini possibili con la potenza trionfante nazista…

Se il dittatore nazista dovesse scegliere di volgere lo sguardo a occidente, come potrebbe accadere, la Francia e l’Inghilterra rimpiangeranno amaramente la perdita di quell’ottimo esercito della Boemia antica [la Cecoslovacchia], che la scorsa settimana si stimava avrebbe impegnato non meno di trenta divisioni tedesche per essere distrutto…

… Molti credono onestamente di sacrificare solo gli interessi della Cecoslovacchia, mentre temo che scopriremo di aver compromesso profondamente – e forse messo fatalmente in pericolo – la sicurezza e persino l’indipendenza della Gran Bretagna e della Francia. Non potrà mai esserci amicizia tra la democrazia britannica e la potenza nazista: quella potenza non potrà mai essere un amico fidato della democrazia britannica…

… Il nostro popolo leale e coraggioso deve conoscere la verità. Deve sapere che vi è stata una grave negligenza e insufficienza nelle nostre difese; deve sapere che abbiamo subito una sconfitta senza guerra, le cui conseguenze ci accompagneranno a lungo sul nostro cammino; deve sapere che abbiamo oltrepassato una terribile pietra miliare nella nostra storia, quando l’intero equilibrio dell’Europa è stato sconvolto, e che al momento sono state pronunciate funeste parole contro le democrazie occidentali:

‘Tu sei stato pesato sulla bilancia e sei stato trovato mancante.’ [Daniele 5:27]

E non pensiate che questa sia la fine. Questo è solo l’inizio della presa di coscienza [della gravità dei nostri errori].”


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