Il 3 settembre 1939 verrà ricordato come il giorno in cui le democrazie di Regno Unito e Francia decisero di affrontare di petto la Germania nazista. A un anno di distanza dall’ignobile patto di Monaco siglato il 30 settembre 1938, la strategia della pace a tutti i costi del Primo Ministro Neville Chamberlain si palesava in tutta la sua ingenuità.
Alla dichiarazione di guerra proclamata da Chamberlain alle 11.15, ora della scadenza dell’ultimatum ignorato da Hitler, seguì un breve discoro di Winston Churchill, appena nominato Primo Lord dell’Ammiragliato, alla Camera dei Comuni, che proponiamo di seguito.
Discorso di Winston Churchill – House of Commons – 3 settembre 1939
“In quest’ora solenne è una consolazione ricordare e soffermarsi sui nostri ripetuti sforzi per la pace. Hanno tutti avuto scarsa fortuna, ma sono stati leali e sinceri. Questo ha un altissimo valore morale – e non solo morale, ma anche pratico – in questo momento, perché il consenso di decine di milioni di uomini e donne, la cui cooperazione è indispensabile e la cui fratellanza è irrinunciabile, costituisce l’unico fondamento attraverso il quale si possono sopportare e superare le prove e le tribolazioni della guerra moderna.
Soltanto tale convinzione morale offre quella resilienza sempre nuova che rinnova la forza e l’energia di un popolo nei giorni lunghi, incerti e oscuri. Fuori possono infuriare le tempeste della guerra e le terre possono essere sferzate dalla furia dei suoi venti, ma nei nostri cuori, in questa domenica mattina, regna la pace. Se anche le nostre mani sono indaffarate, le nostre coscienze sono a posto.
Non dobbiamo sottovalutare la gravità del compito che ci sta davanti né la difficoltà della prova, alla quale non saremo impreparati. Dobbiamo attenderci molte delusioni e molte spiacevoli sorprese, ma possiamo essere certi che il compito che abbiamo liberamente accettato non va oltre le possibilità e le forze dell’Impero Britannico e della Repubblica Francese. Il Primo Ministro ha dichiarato che questo è un giorno triste, e lo è davvero vero; ma in questo momento vi è un’altro dato che può presentarsi, ed è il sentimento di riconoscenza per il fatto che, se queste grandi prove dovessero abbattersi sulla nostra Isola, c’è oggi una generazione di Britannici pronta a dimostrarsi all’altezza dei tempi andati e di quei grandi uomini, i padri della nostra patria, che posero le fondamenta delle nostre leggi e plasmarono la grandezza del nostro Paese.
Non si tratta di combattere per Danzica o di combattere per la Polonia. Noi combattiamo per salvare il mondo intero dal morbo della tirannia nazista e per difendere tutto ciò che è più sacro all’uomo. Non è una guerra di dominio, né di espansione imperiale, né di guadagno materiale; non è una guerra per escludere alcun Paese dalla propria sfera di influenza o da opportunità di progresso. È una guerra che, nella sua essenza, mira a stabilire, su rocce inespugnabili, i diritti dell’individuo, ed è una guerra per affermare e ridare vigore alla statura morale dell’uomo.
Potrebbe sembrare un paradosso che una guerra intrapresa in nome della libertà e del diritto richieda, come parte necessaria del suo processo, la rinuncia temporanea a tante libertà e diritti a noi cari. In questi ultimi giorni la Camera dei Comuni ha votato dozzine di leggi che consegnano all’esecutivo le nostre più preziose libertà tradizionali. Siamo certi che queste libertà saranno in mani che non ne abuseranno, che non le useranno per interessi di parte o di classe, ma che le custodiranno e proteggeranno; e attendiamo il giorno – sì, con sicurezza e fiducia attendiamo il giorno – in cui le nostre libertà e i nostri diritti ci saranno restituiti, e in cui potremo condividerli con quei popoli ai quali tali benedizioni sono tuttora ignote.”




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