Un viaggio nell’universo Churchill

Churchill Archives Centre a Cambridge

Per ogni appassionato del grande statista inglese, il Churchill Archives Centre ha lo stesso effetto che la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka ha su ogni bambino del pianeta. Il direttore Allen Packwood ci ha aperto le porte degli archivi e ci ha guidato alla scoperta di documenti, curiosità e chicche di inestimabile valore.

Il tragitto in treno verso Cambridge, sede del Churchill College che ospita al suo interno il Churchill Archives Centre, sembrava non finisse mai, nonostante da Londra ci si arrivi in poco più di un’ora. Ma la sensazione di euforica anticipazione non faceva altro che alimentare la curiosità, e allo stesso tempo la consapevolezza che un pomeriggio non sarebbe stato sufficiente a soddisfarla.

Una volta arrivati al campus, Allen ci conduce nel giardino antistante l’ingresso del centro e ci rivela che la grande quercia che oggi si staglia maestosa fu piantata proprio da Churchill durante una sua visita all’Università di Cambridge, quando acconsentì a dare il suo nome al Churchill College nel 1960.
Inizialmente parte della biblioteca universitaria, con la donazione nel 1969 dei documenti di Churchill relativi al periodo post-1945 da parte di Clementine si decise di assolvere alla necessità di creare uno spazio specifico. E nel 1973 la struttura attuale fu inaugurata grazie al generoso supporto finanziario di illustri nomi della politica e della finanza americana. Il resto delle carte relative al periodo pre-1945 fu acquisito nel 1995 dalla famiglia fino ad allora proprietaria, ed è tutt’ora custodito dal centro nella sua completezza.

Oggi gli archivi contengono circa 1 milione di documenti originali appartenuti a Winston Churchill catalogati in circa 3000 scatole, e recentemente digitalizzati. Il tutto è conservato in una stanza speciale chiamata strongroom alla quale si accede tramite una volta blindata. La stanza è dotata di un sistema avanzato che rileva eventuali incendi e li spegne utilizzando un mix di gas inerti chiamati Inergen. L’ambiente è costantemente monitorato per individuare eventuali infestazioni e offre un ambiente stabile, fresco e relativamente asciutto, con aria pulita e filtrata.

I documenti sono custoditi in materiali protettivi di alta qualità, e in alcuni casi in speciali pellicole di plastica. Questo tipo di imballaggio protegge i documenti sia fisicamente che chimicamente. Inoltre, scatole robuste li difendono da luce, polvere e possibili danni.

All’interno della strongroom, Allen ci mostra alcune chicche. La classica red box dei ministri inglesi, questa appartenuta a Churchill quando era Ministro della Guerra (1919-1921); un sigaro integro; una lettera di conferma per un’audizione con Papa Pio XI (datata 18 gennaio 1927); un telegramma ricevuto dal Maresciallo Badoglio due giorni dopo la liberazione di Roma (6 giugno 1944).

Ci sarebbe ancora tanto da curiosare, da investigare, da ricercare, ma è il momento dei ringraziamenti e dei saluti, con la promessa che torneremo presto.


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