Il nazifascismo è sconfitto, l’Europa è libera!

Winston Churchill annuncia la sconfitta della Germania nazista

L’8 maggio 1945 Winston Churchill annunciava la vittoria delle Forze Alleate sulla Germania nazista in un discorso alla nazione pronunciato dal balcone di Whitehall ad una folla festante.

La resa incondizionata firmata dalla Germania il giorno precedente metteva fine alle ostilità in Europa. Il nazifascismo era definitivamente sconfitto, l’Europa di nuovo libera!

Di seguito riproduciamo il testo in italiano del discorso nella sua interezza, insieme alla versione più breve che pronunciò ai microfoni della BBC con sottotitoli in italiano.

Ieri mattina, alle ore 2:41, presso il Quartier Generale del Generale Eisenhower, il Generale Jodl, rappresentante dell’Alto Comando tedesco, e il Grandammiraglio Dönitz, capo designato dello Stato tedesco, hanno firmato l’atto di resa incondizionata di tutte le forze armate tedesche di terra, mare e aria in Europa alle Forze di Spedizione Alleate e, contemporaneamente, all’Alto Comando Sovietico.

Il generale Bedell Smith, Capo di Stato Maggiore delle Forze di Spedizione Alleate, e il generale François Sevez hanno firmato il documento a nome del Comandante Supremo delle Forze Alleate, mentre il generale Susloparov ha firmato per conto dell’Alto Comando Russo.

Oggi tale accordo verrà ratificato e confermato a Berlino, dove il Maresciallo dell’Aria Tedder, Vice Comandante Supremo delle Forze Alleate, e il generale de Lattre de Tassigny firmeranno per conto del generale Eisenhower. Il Maresciallo Žukov firmerà per conto dell’Alto Comando Sovietico. I rappresentanti tedeschi saranno il feldmaresciallo Keitel, Capo dell’Alto Comando, e i Comandanti in Capo dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica tedesche.

Le ostilità termineranno ufficialmente un minuto dopo la mezzanotte di oggi martedì 8 maggio, ma, al fine di salvare vite umane, il “cessate il fuoco” è stato già fatto suonare ieri lungo tutto il fronte, e le nostre amate Isole della Manica saranno anch’esse liberate oggi.

I tedeschi, in alcune zone, stanno ancora opponendo resistenza alle truppe russe, ma, qualora continuassero a farlo dopo la mezzanotte, essi si priveranno naturalmente della protezione delle leggi di guerra e saranno attaccati da tutte le direzioni dalle truppe alleate. Non sorprende che su fronti così estesi e nel disordine attuale delle forze nemiche, gli ordini dell’Alto Comando tedesco non vengano in ogni caso eseguiti immediatamente. Tuttavia, secondo la nostra opinione, basata sui migliori consigli militari a nostra disposizione, ciò non costituisce motivo sufficiente per non comunicare alla nazione i fatti riferiti dal generale Eisenhower riguardo alla resa incondizionata già firmata a Reims, né dovrebbe impedirci di celebrare oggi e domani come Giorni della Vittoria in Europa.

Oggi, forse, penseremo soprattutto a noi stessi. Domani renderemo un tributo speciale ai nostri compagni russi, il cui valore sul campo ha rappresentato uno dei più grandi contributi alla vittoria generale.

La guerra tedesca è dunque finita. Dopo anni di intense preparazioni, la Germania si scagliò contro la Polonia all’inizio di settembre del 1939; e, in virtù della nostra garanzia alla Polonia e in accordo con la Repubblica Francese, la Gran Bretagna, l’Impero Britannico e il Commonwealth delle Nazioni dichiararono guerra a tale vile aggressione. Dopo che la valorosa Francia fu abbattuta, noi, da quest’isola e dal nostro Impero unito, proseguimmo da soli la lotta per un intero anno, finché non fummo affiancati dalla potenza militare dell’Unione Sovietica e, successivamente, dall’enorme forza e dalle risorse degli Stati Uniti d’America.

Infine, quasi tutto il mondo si unì contro i malvagi, ora prostrati davanti a noi. La nostra gratitudine ai nostri splendidi Alleati sgorga da tutti i cuori di quest’isola e dell’Impero Britannico.

Possiamo concederci un breve periodo di esultanza; ma non dimentichiamo, nemmeno per un momento, la fatica e l’impegno che ancora ci attendono. Il Giappone, con tutta la sua slealtà e la sua avidità, resta ancora indomito. Le ferite inflitte alla Gran Bretagna, agli Stati Uniti e ad altri Paesi, e le sue detestabili crudeltà, richiedono giustizia e punizione. Dobbiamo ora dedicare tutte le nostre forze e risorse al completamento del nostro compito, sia in patria che all’estero.

Avanza, Britannia!

A lungo viva la causa della libertà!

Dio salvi il Re!


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