Una biblioteca personale che contava migliaia di volumi quella della sua casa di Chartwell, nel Kent, oggi adibita a museo.
Eppure, chi dovesse visitare la dimora di campagna che ha ospitato lo statista inglese a partire dal 1924, e che è stata l’epicentro della sua vita familiare e della sua azione politica negli anni ’30 a ridosso della Seconda guerra mondiale – come brillantemente ricostruito da Kathrine Carter nel bel volume ‘Churchill’s Citadel’ – potrebbe rimanere deluso dal fatto che quella che c’è arrivata fino ad oggi non è altro che una minima porzione di ciò che Churchill conservava gelosamente e consultava per la sua attività di scrittore.
Come riportato qualche anno fa da Richard Langworth nel suo blog The Churchill Project, gran parte della biblioteca personale di Sir Winston è conservata nel Churchill Archives Centre a Cambridge – contenente anche i 173 volumi su Napoleone che Churchill aveva acquistato per scriverne la biografia, progetto purtroppo rimasto nel cassetto.
Ciò che è presente oggi nella biblioteca di Chartwell è una serie di libri non appartenenti alla collezione originale.
Una passione per i classici
Famosa è la sua predilezione per i classici: Shakespeare, Kipling, Keats, Milton, Voltaire, Moliere, Chateaubriand (era un noto francofilo), ma anche Orazio, Virgilio e Giulio Cesare, nonostante zoppicasse in latino.
E ovviamente Gibbon, con le sue 4,000 pagine di ‘Decline and Fall of the Roman Empire‘, che come racconta nel suo ‘My Early Life’ aveva letteralmente “divorato” e ne influenzarono non soltanto la conoscenza storica, ma anche lo stile narrativo. Una “compagnia deliziosa” che “metteva in mostra la bellezza e la potenza espressiva della lingua inglese.”
Churchill nutrì grande fascino anche verso il suo amico T.E. Lawrence – anche conosciuto come Lawrence d’Arabia – autore dell’iconico ‘Seven Pillars of Wisdom’ (I sette pilastri della saggezza) di cui ebbe un’edizione limitata in omaggio in occasione della presentazione del volume.
Non potevano mancare le biografie dei grandi statisti inglesi – i due Pitt, il Giovane e il Vecchio, Gladstone, Disraeli, Fox – dei vari monarchi succedutisi sul trono inglese, come i numerosissimi i volumi di storia e analisi militare, in particolare dei recenti conflitti franco-tedeschi.
In definitiva, la vita militare fu il suo primo amore e ciò che gli consentì di riscattare una carriera scolastica non brillantissima.




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