Churchill at War – la docuserie Netflix disponibile in italiano

"Churchill at War" docu-serie Netflix

Dopo una certa riluttanza suscitata dal sospetto che una piattaforma commerciale come Netflix (certamente non nuova alla tentazione di soccombere alle pretese della cultura woke) potesse realmente dare giustizia alla figura di Winston Churchill, ci siamo convinti a guardare le quattro puntate di Churchill at War.
E se da un punto di vista storico ci sentiamo di porre delle riserve, per lo meno da quello cinematografico il prodotto è gradevole e di facile fruizione.

La docuserie Churchill at War, realizzata da Netflix e disponibile da dicembre 2024 anche con audio e sottotitoli in italiano, racconta la figura di Winston Churchill durante la Seconda Guerra Mondiale in quattro puntate della durata di circa un’ora ciascuno.

Diretta da Malcolm Venville e prodotta da Ron Howard e Brian Grazer, la serie combina filmati d’archivio restaurati e a colori, ricostruzioni drammatiche, brani dei discorsi di Churchill, e interviste a figure come George W. Bush, Boris Johnson e lo storico Andrew Roberts.

La prima puntata, “The Gathering Storm”, introduce il giovane Churchill e la sua ascesa politica fino alla nomina a Primo Ministro il 10 maggio 1940, in un momento critico per il Regno Unito. Le puntate successive si concentrano sul ruolo di Churchill durante il Blitz, le relazioni con Roosevelt e Stalin, e le sfide del dopoguerra, tra cui l’inizio della Guerra Fredda e il processo di decolonizzazione e declino dell’Impero.

Secondo varie recensioni, uno degli aspetti più controversi della serie è l’uso dell’intelligenza artificiale per ricreare la voce di Churchill nei suoi discorsi più celebri. Sebbene l’intento sia quello di offrire un’esperienza immersiva, la scelta appare discutibile soprattutto in virtù del fatto che Churchill registrò la maggior parte dei suoi discorsi nel dopoguerra e pertanto i discorsi siano disponibili nella voce originale. Ovviamente, per chi come noi ha fruito della versione in italiano, tale scelta non ha avuto alcun impatto.

Ben più critica, a nostro avviso, la scelta di utilizzare alcune interviste a figure contemporanee che paiono di scarsa rilevanza. Mentre leader contemporanei come Boris Johnson sicuramente aggiungono elementi di interesse – avendo egli scritto un libro su Churchill – altri come l’attuale Ministro degli Esteri inglese David Lammy sfiorano l’inutilità, con l’aggravante di togliere spazio ad esperti come Andrew Roberts o il Generale Petraeus da cui avremmo voluto sentire più a lungo.

Dal punto di vista cinematografico, la serie è molto curata. I filmati d’archivio restaurati e resi a colori offrono una rinnovata prospettiva sugli eventi della guerra, rendendo il materiale storico più accessibile al pubblico moderno. Le ricostruzioni drammatiche, sebbene non sempre impeccabili, contribuiscono a vivacizzare la narrazione.

Per chi desidera un’introduzione accessibile alla figura di Churchill e agli eventi della Seconda Guerra Mondiale incentrata più sull’intrattenimento che su un’analisi approfondita, Churchill at War rappresenta un buon prodotto.
E se è vero che la serie offre una panoramica visivamente accattivante, purtroppo si concentra in modo eccessivo su una caratterizzazione unidimensionale di un personaggio molto più complesso di come venga rappresentato.


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