Foto di Roberta Fulciniti ©ICS Italia
Le nostre celebrazioni per il 150o anniversario della nascita di Winston Churchill, organizzate a Roma lo scorso 29-30 novembre, hanno avuto il privilegio di ospitare il Ministro della Giustizia On. Carlo Nordio in qualità di keynote speaker.
Un vero onore per l’International Churchill Society Italia, reso ancora più speciale dalla delega concessa al Ministro che ha partecipato in rappresentanza ufficiale del Governo italiano.
Un intervento ricco di suggestione, citazioni erudite ed emozione, che ci sentiamo di riproporre per tutti coloro non hanno avuto modo di presenziare.
Un viaggio nel mondo Churchill di circa 20 minuti raccontato da un vero Churchilliano doc, che riproponiamo in tre parti.
“Tutti conoscono la sua frase
“I have nothing to offer you but blood, toils, tears and sweat”, lacrime, sudore e sangue.
E però lì iniziò la sua epopea di grande statista, ma anche di letterato. Carlo ha detto che di tutti i libri di Churchill preferisce il Duca di Marlborough, in effetti è un gran bel libro. Però io credo che nulla possa eguagliare i suoi great war speeches.
Tutti li conoscono, ma ce ne sono alcuni che hanno l’eleganza di Gibbon e la profondità di Shakespeare.
Lo spiega anche Churchill nelle sue memorie. Quando era come tenente in India, ed era un po’ disoccupato perché non c’era una guerra da fare, si immerse nella grande letteratura inglese, e la Decline and Fall of the Roman Empire di Gibbon fu il libro che lo costruì. E in effetti, come è stato giustamente detto prima, se non conosci la storia del passato, non sai osservare il presente, tantomeno prevedere il futuro. Li iniziò quello che fu il suo duplice momento aureo.
<<< Io vi chiedo scusa perché poi purtroppo alle 6:15 devo andare via, e non posso restare fino alla fine, però ci tenevo moltissimo a essere presente nonostante il Consiglio dei Ministri e altre cose di oggi.
Credo forse si senta anche dalla commozione della voce, per me Churchill fu più di un amico che mi ha accompagnato durante tutta la vita, un ideale al quale continuo ad ispirarmi anche nei momenti, non dico di scoraggiamento, ma quando devi prendere coraggio. >>>
Dicevo, iniziò il suo duplice momento aureo, quello di grande statista che salvò la libertà e la democrazia occidentale, ma anche quello di grande oratore, di grande scrittore.
Quando finì la battaglia d’Inghilterra, tutti conoscono il suo grande aforisma “Never in the field of human conflict was so much owed by so many to so few”.
Ma ce n’è uno che io amo ricordare ancora di più, con maggiore emozione. Quando, caduta la Francia – la Francia cadde perché Hitler aveva aggirato la Maginot e praticamente Pétain fu costretto a firmare l’armistizio con Hitler – Churchill, prima di questa caduta, aveva pronunciato uno dei suoi migliori e great war speeches, dove diceva:
“we shall fight in France, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our Island, whatever the cost may be, we shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the streets; we shall never surrender”
In realtà, dopo aver combattuto in Francia, la Francia si arrese. E li fu un momento del suo discorso quando dice
“what General Weygand called the Battle of France is over. I expect that the Battle of Britain is about to begin. Upon this battle depends … our own British life, and the long continuity of our institutions and our Empire… Hitler knows that he will have to break us in this Island or lose the war. If we can stand up to him, all Europe may be free… But if we fail… all that we have known and cared for, will sink into the abyss of a new Dark Age made more sinister, and perhaps more protracted, by the lights of perverted science. Let us therefore brace ourselves to our duties, and so bear ourselves that, if the British Empire and its Commonwealth last for a thousand years, men will still say, ‘This was their finest hour’.”
Quello fu l’apice dell’oratoria, secondo me, ineguagliata dai tempi di Gibbon.
Poi andò avanti e fece altri bellissimi discorsi, e fece anche tante altre cose, come ha detto prima Carlo, che ne dimostrarono la vitalità e la fantasia.
Pochi sanno, per esempio, che il carro armato ebbe una grande spinta da Churchill. Ma forse la sua invenzione più geniale furono i porti Mulberry, i cassoni di cemento che furono affondati davanti ai porti di Arromanche e di Omaha Beach per creare un porto artificiale. Non c’erano porti in Normandia dove approdare e Churchill dice, beh, se non ci sono i porti ce li porteremo appresso.
E inventò Pluto. Pluto era il condotto, l’oleodotto che sotto la manica portava i rifornimenti di carburante dalla Gran Bretagna alla Francia.
Quindi fu veramente l’ultimo grande rinascimentale, soldato, scrittore, uomo che amava la vita, uomo che amava la libertà.
Ecco, noi, io credo, gli dobbiamo una grandissima gratitudine per quello.
”
Fine seconda parte – leggi parte 3

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