CHURCHILL E L’ITALIA – 3/3

Di P. Giangreco (apparso originariamente su Finest Hour n.173 Estate 2016)

L’Italia, una passione durata una vita. Dai primi viaggi in età giovanile, alla luna di miele a Venezia. E poi l’incontro con Mussolini a Roma, gli anni della guerra, e la passione per la pittura e le coste del BelPaese che ne solleticavano l’anima fino ad età avanzata. Patrizio Giangreco ci porta alla scoperta dell’affetto mai sopito che Churchill ha nutrito verso l’Italia.

Ultima visita da leader militare

Successivamente a questa lunga permanenza, Churchill rimise piede in Italia in occasione della visita a Mosca, nel successivo ottobre, per un incontro a due con Stalin. Il suo aereo, infatti, fece scalo a Napoli nel viaggio di andata e a Roma in quello di ritorno. In quest’ultima occasione incontrò il leader comunista Palmiro Togliatti.

Churchill riconosceva all’Italia un ruolo strategico e politico di primo piano nell’ostacolare l’espansionismo sovietico in occidente, e confidava nel mantenimento della monarchia come fattore di stabilizzazione e aggregazione politica per scongiurare la rivoluzione comunista, il cui pericolo era molto reale e sentito nel periodo immediatamente successivo alla fine della guerra. In tale contesto, appoggiava il governo Badoglio e, come dichiarò dopo averlo incontrato a Roma, nutriva fiducia e buona considerazione nei confronti del Principe Umberto, Luogotenente Generale del Regno e in perenne attesa di succedere a suo padre Vittorio Emanuele III che si ostinava a non voler abdicare. In tal senso rivide la sua posizione relativa alla resa incondizionata dell’Italia e accettò di considerarla, negli ultimi anni di guerra, come paese co-belligerante.

Il “British bulldog” esce di scena

Dopo poco più di un anno dalla lunga visita al fronte italiano, Winston Churchill, ormai non più primo ministro, ritorna in Italia. L’1 settembre 1945 con il Dakota messogli a disposizione dal Maresciallo Alexander che sarà il suo premuroso ospite nel corso della sua vacanza, atterra all’aeroporto di Milano e si dirige verso il lago di Como dove soggiornerà fino al 19 settembre a Villa delle Rose, di proprietà dell’industriale Guido Donegani, in località Moltrasio.

Oltre all’immancabile Lord Moran e al maggiordomo Frank Sawyers, che lo aveva seguito in ogni spostamento nel corso della guerra, e alla segretaria Katleen Hill, lo accompagnava anche la figlia Sarah che manterrà i contatti con Clementine, rimasta a Londra per sistemare la nuova e definitiva residenza di 28 Hyde Park Gate.

In quei giorni Churchill si dedicherà esclusivamente al riposo, ai buoni cibi e al suo hobby preferito: la pittura, gareggiando con Alexander, anch’egli provetto pittore, nel ritrarre gli incantevoli paesini lacustri. Le sue gite quotidiane erano esclusivamente dedicate a cercare scorci di paesaggi da ritrarre sulla tela, ma questa permanenza nei luoghi che avevano visto la definitiva disfatta di Mussolini e dell’effimera Repubblica Sociale, a così breve distanza dalla conclusione del più catastrofico conflitto che aveva sconvolto l’Europa e il mondo, fu subito attribuita dalla stampa e da speculatori interessati ad alimentare la leggenda ad un preteso spasmodico tentativo di Churchill di recuperare il fantomatico carteggio con Mussolini. Su tale specifico argomento, rimandiamo alle recensioni apparse su FH 149 e 168.

Alla fine della permanenza sul lago di Como, il 19 settembre si trasferisce, in macchina, sulla riviera ligure di levante e dopo una sosta di due giorni a Recco si reca a Montecarlo.

Gli ultimi anni di un amore mai sopito

Dopo quasi quattro anni, il 25 luglio 1949, Churchill ritorna su un lago italiano, quello di Garda, dato che i paesaggi lacustri costituivano per lui una preziosa fonte di ispirazione per le sue tele. Questa volta era accompagnato da sua moglie Clementine ed erano presenti il generale Ismay e Bill Deaken, suo prezioso assistente letterario nella compilazione delle memorie di guerra.

Nel 1951, alla vigilia del suo ritorno alla guida del governo di Sua Maestà, si concede una breve vacanza a Venezia. Altre brevi e occasionali permanenze in Italia ci saranno, allorquando sarà spesso ospite dell’armatore Aristotele Onassis sul panfilo Christina, dato che, negli ultimi anni della sua vita, provava immenso piacere a navigare sul lussuoso yacht.

Sir John Colville, uno dei suoi principali e più fidati segretari, nel suo “The Churchillians” ci offre un ultimo divertente aneddoto legato a una visita lampo, quasi uno sforamento di confine, di Churchill in Italia. Nel settembre 1954 si trovava sulla Costa Azzura, a Cap d’Ail, ospite del suo amico Lord Beaverbrook alla villa “La Capponcina”. Conoscendo la sua passione per i crostacei, Beaverbrook gli aveva consigliato di recarsi presso un ristorante della vicina San Remo dove si potevano mangiare delle meravigliose aragoste. Una sera Churchill propose a Colville e a sua moglie Margaret di fare una corsa in macchina a San Remo. La gita non fu delle più piacevoli, la macchina era una piccola utilitaria con un finestrino bloccato aperto, e poco dopo la partenza si scatenò un temporale. Arrivati a destinazione, comunque scortati dalla polizia italiana che al confine era subentrata a quella francese, non riuscirono a trovare il famoso ristorante e dovettero adattarsi, in una modesta trattoria, a una cena a base di spaghetti e Chianti, quest’ultimo un vino decisamente non adatto al raffinato palato di Sir Winston: all’epoca, i vini italiani non avevano raggiunto il livello di bontà ed eleganza di questi anni.

Se avesse modo di conoscerli oggi, aggiungerebbe la loro pregevolezza alle molte altre che egli ha avuto modo, in molteplici occasioni, di riconoscere a un paese amico, quale egli ha sempre considerato l’Italia.

BIBLIOGRAFIA

– F. Casini: Churchill e la Campagna d’Italia (SIENA, 2009);

– J. Colville: The Churchillians (London, 1981);

– R. Langworth (ed.): The Churchill Companion (Moultonborough NH, 2013);

– E. Serra: Winston Churchill – Luci e Ombre (Firenze, 2007)

– A. Spinosa: Churchill – Il nemico degli italiani (Milano, 2001)

– Epoca n.750 – 7 Feb. 1965 (Mondadori-Milano)

– Finest Hour nn. 149 – 168


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